Bontu: arrivano in Italia i nuovi quadricicli elettrici cinesi
Si è svolta nella mattinata di oggi (22 maggio), presso la Fiera di Milano-Rho, la presentazione della filiale italiana del marchio Bontu, produttore cinese di microcar elettriche che nei primi mesi tenterà l’assalto e la diffusione nel mercato italiano. Fondata nel 2020 da Wu Jinke nella città di Xintai, provincia dello Shandong, Bontu avrà la sua sede italiana ad Ancona, così da poter trarre vantaggio dal fondamentale hub costituito dal porto del capoluogo marchigiano. La sua specialità, come detto, è la micromobilità urbana, ovvero tutta quella serie di quadricicli leggeri e pesanti che stanno conoscendo una diffusione sempre maggiore anche nel nostro Paese, soprattutto da quando modelli come la Citroën Ami e la Fiat Topolino hanno fatto da spartiacque. Bontu lancerà i primi tre modelli, pensati soprattutto per la mobilità urbana, nel corso di quest’anno, proseguendo la sua diffusione in Europa, ma partendo con un quartier generale proprio qui da noi, per poi diffondersi anche nell’est Europa e nella zona occidentale del vecchio continente, toccando anche i difficilissimi mercati di Francia, Germania e Paesi Bassi.
Strategia “Dual Model”
Wu Jinke, presente all’inaugurazione, ha dichiarato di voler puntare soprattutto al mercato dei cittadini e dei pendolari, tra gli utilizzatori che maggiormente potrebbero trarre vantaggio da questo genere di vetture. Per i passeggeri, infatti, saranno prodotte due modelli: la BTE09 e la BTE05, entrambe a trazione completamente elettrica. Nonostante il “numero superiore”, la BTE09 è la variante che punta a generare i volumi maggiori, puntando a un rapporto qualità-prezzo particolarmente vantaggioso, anche rispetto ai diretti avversari presenti sul mercato. Verrà proposta in due versioni: una a due posti, guidabile con patente AM e con velocità massima configurabile tra 25 e 45 km/h, e una a quattro posti con velocità massima di 75 km/h. Le sue dimensioni sono 2,75 metri di lunghezza, 1,45 metri di larghezza, 1,64 metri di altezz
Leggi l'articolo completo su
motorionline.com →