Mylius M47P 2026: la prova dello yacht open a motore superveloce
Le priorità sono fondamentali per ogni aspetto della nostra vita, sia personale che professionale. Quando poi si tratta di realizzare un progetto, definire le priorità potrebbe fare davvero la differenza. Quando poi il progetto è questo, allora è facile capire quali siano state le priorità, sulla quale questo è stato basato: performance, capacità d’utilizzo e naturalmente design. Signore e signori, benvenuti a bordo del nuovo Mylius M47P. Che tipo di barca è e quanto in là si può spingere? Quello non vedo l’ora davvero di scoprirlo. Eh già, perché questo è The Boat Show.
Le caratteristiche
Dal 2004 ad oggi, il cantiere Mylius si è imposto sul palcoscenico nautico internazionale con più di 75 imbarcazioni a vela di altissima gamma e diverso genere. Una così grande capacità di espressione nel mondo della vela ha reso inevitabile il confronto con quello del motore, dove in questo segmento il cantiere piacentino si presenta con un modello che fin da subito punta a dettare nuove linee guida per inventiva, stile e, non ultime, prestazioni in navigazione. Che cos’ha di diverso? O addirittura di nuovo? Beh, tante cose a bordo e le scopriremo tutte durante il nostro test. Ma partendo qui da poppa e guardando le calandre dei motori, il primo dettaglio lo si vede subito ad occhio nudo. Il disegno di Alberto Simeone sviluppa un’altezza importante del piano di calpestio sulla reale linea di galleggiamento, il che maschera l’altezza importante del bordo libero, rendendo lo shape di tutto lo scafo molto filante nonostante i grandi volumi sotto coperta. Il primo vano a giovarne è quello tecnico, accessibile da qui, o per interventi più importanti agli impianti tecnici di bordo anche da qui, rimuovendo facilmente tutto il piano di calpestio di questo maxi gavone storage. Quello però non è l’unico alloggiamento delle utilities tecniche di bordo. Già, perché sia lo stabilizzatore che i serbatoi sono volutamente qui a centro barca, proprio per una
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