Opel Astra 2026: alla guida del facelift che viene dal futuro
Dopo ben cinque anni dalla sua uscita, marchiata 2021, era arrivato il momento di aggiornare la dodicesima generazione della gamma storica del marchio di Rüsselsheim. Ecco allora che la Opel Astra ha debuttato con questo nuovo facelift 2026, proprio in queste settimane in arrivo dai concessionari di tutta Europa. In attesa di vederla comparire e magari poter approfittare di qualche weekend a “porte aperte”, ci abbiamo pensato noi a provarla in anteprima, con questo primo contatto lungo le affascinanti strade intorno alla città croata di Spalato (eccezionalmente vuote, visto che non siamo in alta stagione).
Cos’è cambiato rispetto al 2021
Ovviamente la nuova Opel Astra 2026 non è troppo diversa rispetto a quella di cinque anni fa, ma ci sono alcuni elementi che sono stati pesantemente aggiornati. Uno, vero e proprio simbolo di questa evoluzione, è l’Opel Vizor, ovvero la “griglia” liscia e specchiata che ormai da diversi anni caratterizza i lavori della casa tedesca. Adesso, però, come già accadeva sulla concept car Corsa GSE Vision Gran Turismo, si vede per la prima volta il logo illuminato (come sulla Grandland) in modo permanente, così come gli assi verticali e orizzontali. Questo va a creare un effetto estetico che sostituisce completamente le parti cromate (abbandonate in quanto inquinanti in fase di produzione) e che di notte crea una firma luminosa originale e immediatamente riconoscibile. Sempre dal lato delle luci, la nuova Astra è dotata dell’ultima generazione dei fari anteriori con tecnologia Intelli-lux HD. Questa passa dai 168 segmenti LED del 2021 a ben 51.200 elementi. La potenza aumenta da 1.700 a 2.000 lumen e il numero enorme di LED permette di “ritagliare” con estrema precisione le auto che ci precedono o che arrivano dalla direzione opposta, non accecandole, ma mantenendo una visibilità della strada di alto livello. Molto apprezzabile, tra l’altro, il fatto che i fari si occupino anche di abbassare la luminosità sui cartelli stradali, che essend
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