Perché i margini dell'industria automobilistica europea stanno crollando nel 2026?
Secondo l'analisi di Mario Verna, nel primo semestre 2026 i ricavi dei grandi costruttori sono scesi dell'1,4% ma l'EBIT è crollato del 17,5%. Il problema non è il calo isolato della domanda, ma il disallineamento tra fatturato e redditività: ogni euro di ricavo produce oggi molto meno profitto rispetto al passato. L'EBIT per vettura è sceso a 1.187 euro dai 1.409 euro precedenti, bruciando 222 euro di margine medio per automobile.
Come mai i prezzi delle auto sono aumentati nonostante la riduzione della domanda?
L'automotive vive una violazione delle regole economiche classiche. Dal periodo pre-Covid a oggi, i prezzi sono saliti del 40% mentre il numero dei brand è aumentato da 70 nel 2019 a 100 oggi, con proiezione di 130 marchi entro il 2028. Contemporaneamente, la complessità dei prodotti non è mai stata così articolata, fenomeno opposto a quanto accadrebbe in settori normali durante rallentamenti di domanda.
Quale ruolo ha la Cina nella crisi di redditività dell'automotive europeo?
Secondo Verna, la Cina è il 'detonatore' della crisi di redditività. La pressione cinese non si limita alle auto importate in Europa, ma comprime prezzi e margini a livello globale. Perfino i costruttori cinesi soffrono: nei primi cinque mesi del 2026 hanno registrato margini minimi storici attorno all'1,5%, a causa della guerra interna dei prezzi nel loro mercato.
Qual è la principale distinzione tra il calo della domanda e la crisi attuale secondo Verna?
Se il problema fosse semplicemente un calo di domanda, ricavi e profitti scenderebbero proporzionalmente. Invece, l'EBIT scende a una velocità oltre 12 volte superiore ai ricavi. Verna conclude che 'l'auto non sta perdendo solo volumi, sta perdendo potere di profitto': il settore guadagna troppo poco su quello che vende, indipendentemente dal volume di vendite.